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Il vino scopre la coppia con DegusTiAmo

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Marco Scarmagnani, giornalista veronese e consulente di coppia, è l’ideatore di DegusTiAmo, un format che abbina la classica degustazione in cantina ad un breve percorso di coppia per giocare con il partner e soprattutto per sorridere insieme.


Marco, come è nata questa idea?

Ero ad Isola della Scala (Vr), ad una delle sessioni di Sono cotto di te, un percorso che abbina il cucinare ad alcune attività di coppia. In tale contesto, trovo iscritta una coppia molto interessante: Stefano, produttore di vino e Sonia, sommelier. Partecipando alle attività che proponevo mi hanno chiesto “ma non si può fare qualcosa di simile anche con il vino?”. Abbiamo così deciso di incontrarci e tutto è venuto di conseguenza. Gli ingredienti? Un’azienda in un luogo incantevole, un produttore curioso e innovativo, una sommelier che ama il suo lavoro e poi…ci sono io che mi diverto ad inventare esperienze di coppia sempre originali e divertenti.

Come si svolgono le serate?

C’è il vino, c’è il cibo sapientemente abbinato, e ci sono le coppie. Possono essere fidanzati, che amano sperimentare cose nuove e frizzanti, ma anche coppie navigate che magari vogliono spunti per viversi con nuovo sapore. Abbiamo adattato delle attività – chiamali se vuoi dei giochi – che avvengono in contesti formativi di gruppo, “alleggerite” e inserite in questo contest. Il risultato è un’esperienza che ognuno può vivere al livello che desidera. Chi vuole divertirsi si diverte e basta, qualcun’altro invece ne trae qualche spunto di riflessione su come funziona la propria coppia, su come ci si relaziona, su come rinnovarsi, ecc. Poi, non dimentichiamo, si mangia, si beve, si sta in compagnia piacevolmente.

Il vino è il risultato di un insieme di fattori quali il territorio, il clima, la genealogia… Vale anche per la coppia?

Certo. Le persone che si incontrano – e lo capiscono presto – sono figlie del loro tempo, delle loro famiglie. Questo – ovvio – nel bene e nel male. Ciò che siamo dipende dall’eredità che abbiamo ricevuto ma anche dalla capacità di operare dei micro-cambiamenti, fare delle piccole e grandi scelte, per vivere più in armonia.

Si tratta quindi di giocare con i pregi e i difetti di una coppia attraverso la metafora della cantina con i suoi vini ed il suo territorio. Niente di pesantemente psicologico…

No per carità. Io dico che c’è già la mia attività in studio che a volte è molto pesante. Quando propongo queste cose è solo per il gusto di divertirmi. Certo, divertirmi in modo intelligente, e questa è responsabilità mia di studiare le attività e di avere comunque delle basi teoriche. Diciamo che – anche personalmente – è un modo per rinnovare la mia energia aiutando gli altri a stare bene. In studio ricevo pesantezza, quando lavoro fuori con le coppie voglio che ci scambiamo solo positività, leggerezza.

È un format che può essere adattato a tutte le cantine?

Immagino di sì. La metafora coppia/vino è versatile: i diversi sapori, i tempi della maturazione, l’equilibrio, gli abbinamenti, i temperamenti…Certo come in ogni cosa serve la voglia di mettersi a lavorare per adattarla al contesto, ma l’esperienza mi dice che alla fine, usando fantasia e intelligenza, viene sempre fuori qualcosa di buono, molto buono.

di Sonia Biasin tratto da ideavino.net

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